Io Atoms For Peace non l’avevo mai suonata. Fortuna che è semplice, perché l’elena voleva proprio sapere cosa ha da dire quel buffo arpeggio dispari da filastrocca. Allora ci ho provato, di nuovo.
Ho provato a suonare e fischiare, ma la voce di Thom Yorke non si può fischiare. Dici che la voce di Thom Yorke assomiglia a un fischio? Forse, ma non il contrario. Come Picasso sembra uno scarabocchio, ma non il contrario. Come Monicelli sembra una burla, ma non il contrario. Così, ho chiuso la bocca e ho arpeggiato. Qualche tentativo è stato inutile, e mi sono ritrovato con lunghe e incoerenti tiritere su “prendersi un anno”, o “in rete con mamma” e “non buttarla in un hotel”.
Poi, scremando l’incomprensibile (e c’è una ragione anche per questo), Thom dice che “hanno dubbi all’interno: amo te. è tanto, per tenerti”. Così, come un comunicato dall’ambasciata delle canzoni d’amore. E allora piangiamo un po’, perché il nostro Wikileaks ci passa circolari tristi, fuori la pioggia scioglie la neve, la schiena fa male, il governo non cade, la zucca è vuota. Meno male c’è l’iPad.
(punteggiatura: mia; algoritmo zoppo: Dragon Dictation per iPad)
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