Giungo.
Siamo seduti sul divano a fare il chilo. La partita è finita, a quanto pare: ci sarebbe un film, ci sarebbe l’amore, ma dobbiamo fare il chilo. Sudiamo come due spugne (io di più), che le spugne, sì, di solito assorbono, ma se le schiacci, sudano, e non poco.
Poi ci diciamo di aver finito con il chilo, e vorremmo anche passare all’amore, però c’è un caldo, oh, e noi sempre due spugne. Ma alla fine ci proviamo, e allora ci sudiamo addosso finché non resta che levarsi i vestiti; ci stendiamo e sudiamo sul copriletto, via pure il copriletto. Poi le lenzuola, il materasso, il tappeto, il pavimento, il condominio, tutto inzuppato, tutto da levare.
Ci sudiamo addosso finché non resta che levarci pure noi, due spugne strizzate che si inzuppano fra loro (io di più), troppo lontane dal telecomando per accendere il condizionatore, troppo distratte per vedere un film. Senza vestiti, copriletto, eccetera, ancora occupati a fare il chilo, perché nell’amore uno gli si blocca la digestione, come in barca, e il nostro mare è il più lurido che potessi immaginare. Ma - sarai d’accordo - sudare da soli è ancora meno divertente di così.
Certo, per quanto sognassimo questa famosa estate, ci vuol poco a sentire nostalgia dell’inverno.